Avevo proprio voglia di farmi tre ore di treno dopo aver viaggiato per quasi 24 ore da Milano fino a Seoul, grazie al tifone che ha cancellato l'ultimo volo che avrei dovuto prendere.
In compenso erano tutti gentilissimi, perfino il controllore (una signorina) continuava ad inchinarsi dopo avermi controllato il biglietto, mentre pensavo: "ma questa parla con me?".
La maggior parte della gente non parla inglese e quindi potete immaginare come sarà stato divertente farsi capire e soprattutto decifrare il coreano... Parlare in inglese li mette in crisi, perché loro sono gentili e vogliono capirti, ma niente da fare e quindi è meglio gesticolare imitando i loro versi IUUU IAAAA OOOUUU e loro qualcosa capiscono, ve lo assicuro!
Ovviamente ho digiunato per un lungo periodo, visto che nulla di quello che vedevo in giro aveva un aspetto rassicurante e non osavo lanciarmi in nuove delizie per il palato (specie con la nausea ancora addosso) con il rischio di ingurgitare insetti o molluschi mai visti. Ma quanto è brutta la fame! Il riso, che abbondava, è stata la mia salvezza... sebbene scotto (che ho mangiato a zolle come la terra) , preconfezionato in ciotole di plastica, freddo e senza una goccia d'olio o parmigiano (ed imprecando contro quei bastoncini che mi sembravano un capriccio della sorte), mi è sembrato davvero squisito!
Un signore che, insieme alla proprietaria del negozio, mi guardava mangiare il riso bianco, mentre si scambiavano due chiacchiere coreane su di me, ad un certo punto mi ha fatto segno di volere aggiungere nella mia ciotola un po' della carne e "salsina" che lui stava consumando con le sue bacchette. Gentilissimo, per carità, però l'ho bloccato toccandolo su una spalla! E ringraziato ugualmente in inglese, ma subito è arretrato serio e non mi ha più detto nulla. Ho toccato anche una tipa a cui volevo chiedere informazioni e che non mi guardava nemmeno, un cameriere al ristorante per fargli notare qualcosa ed il tassista per farlo fermare... insomma tutto questo prima che i miei colleghi mi dicessero che "toccare" in Korea è un'offesa, guai a "toccare" se non sei in confidenza! Solo dopo ho imparato almeno come si dice "grazie" e a ripeterlo tre quattro volte ogni volta alla fine di una conversazione, con un leggero inchino verso l'interlocutore.
Parliamo anche del fatto che quelli "strani" (senza gli occhi a mandorla!), per loro, ovviamente siamo noi occidentali e poi che sono tutti magri: non c'è un obeso e le signore sono tutte leggere come piume con il vitino da vespa. Certo pane e pasta non esistono nemmeno nei sogni! Però forse è il pesce crudo:
Sushi e Sashimi. Anche io non ero molto convinta di assaggiare certa roba ed invece: "wow che prelibatezze", dopo il primo assaggio, non ho smesso nemmeno le giornate seguenti!
Insomma, tra stanchezza e avventura, lavoro e compagnia... alla fine si torna a casa più ricchi e si capisce che non è "sbagliato", ma solo "diverso".